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Peronospora

Peronospora

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Dopo una stagione 2013 di forte pressione peronospora, è di fondamentale importanza evitare l’instaurarsi di infezioni primarie.

Lo zigote, che si è formato dalla riproduzione sessuata del fungo nella passata stagione (primavera-estate 2013) si è trasformato in una spora duratura detta oospora che può vivere in stato di quiescenza anche per diversi mesi nel suolo che ha raggiunto con la caduta delle foglie malate. Dalla oospora si origineranno le infezioni primarie ogni qualvolta ci saranno le condizioni di pioggia e temperatura superiori a 10 mm e 10° e quando i tessuti vegetali della pianta avranno stomi totalmente funzionali e che quindi permettono al tubetto germinativo della oospora di penetrare nella camera sottostomatica. Purtroppo, ci si è resi conto negli ultimi anni, che le infezioni primarie possono protrarsi anche sino a fine luglio e nell’arco di questi mesi (aprile-luglio) le infezioni primarie si accavallano alle infezioni secondarie e cioè quelle che si originano da spore del ciclo asessuato, quindi dalle ife del micelio che si forma sotto la caratteristica macchia d’olio. Le infezioni secondarie necessitano solo di una bagnatura della vegetazione e quindi anche una semplice rugiada.

Ciò detto, è di fondamentale importanza, per limitare le infezioni primarie, “non mettere a nudo” i suoli con le lavorazioni, oltre gli altri svariati vantaggi rispetto al contenimento del suolo nei confronti di erosioni, compattamenti e perdita di sostanza organica. Cosa diversa per il sottofila e a tal proposito invito a leggere l’articolo: http://www.agricolturanews.it/lavorare-tra-gli-interceppi/

Un ruolo indispensabile dovrebbero svolgerlo i bollettini ed i modelli fitosanitari regionali, ma ahimè non siamo in Emilia Romagna. L’ideale sarebbe che ogni azienda si attrezzasse con sistemi di monitoraggio ambientale tramite reti di sensori wi-fi tipo maniola (http://www.maniola.net/) o vinesense (http://www.netsens.it/ita/trattamenti_vigneti.php) e poi attraverso sistemi di supporto alle decisioni tipo vite.net (http://www.horta-srl.com/nqcontent.cfm?a_id=11663&tt=horta_www) si hanno indicazioni per ottimizzare i trattamenti con risparmi economici ed impatto ambientale.

Intanto è necessaria una buona conoscenza dei prodotti in commercio in base ai principi attivi e quindi usandoli nei momenti giusti e con strategie antiresistenza. Quindi:

  • alternare i prodotti in base alla famiglia chimica di appartenenza del principio attivo;
  • utilizzare miscele di principi attivi a diverso meccanismo d’azione;
  • attenersi al numero massimo di interventi consentiti nel disciplinare di produzione integrata.

Inoltre avvalersi di induttori di resistenza e fitofortificanti che concludono il lavoro dopo aver messo in pratica le buone prassi agronomiche che sono alla base della conduzione biologica e biodinamica. A tal proposito consiglio i prodotti della linea Nutralia di Fertenia (www.fertenia.it), Microthiol disperss e Poltiglia Dispersse della Cerexagry, e i mezzi di lotta biologica attraverso i microrganismi Ampelomices QuisqualisBacillus subtilisBacillus amyloliquefaciensAereobasidium pullulansBacillus thuringiensis.

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