Lupinelle 2016

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Lupinelle 2016

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L’Aglianicone, uno dei vitigni più antichi degli Alburni e del Cilento, coltivato in una vigna di un ettaro e mezzo, assieme all’Aglianico, dà vita ad un cru rosato: LUPINELLE.

✓ Denominazione: IGP PAESTUM
✓ Produttore: Tenute del Fasanella
✓ Annata: 2016
✓ Varietà: Aglianico 82%, Aglianicone 18%
✓ Altitudine: dai 425 ai 452 metri s.l.m.

Esaurito


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EAN: 0652733444387

Il nome di questo vino rosato, Lupinelle, prodotto con uve Aglianico e Aglianicone, deriva proprio dalla località di provenienza; ci troviamo nel comune di Sant’Angelo del Fasanella (SA). Il vino ottenuto si presenta con un colore accattivante che gioca sui toni del pompelmo rosa. Esprime giovialità solo a guardarlo.

Non appena lo portiamo al naso, il rosato Lupinelle con uve Aglianico e Aglianicone ci racconta una complessità di profumi:  tra toni fruttati di marasca e fragola e delicate nuance floreali di violetta. Fa da sottofondo anche il sentore di fiori di tiglio e di erbe della macchia mediterranea. Al palato si esprime con grande raffinatezza. Accompagna il sorso riconfermando le piacevoli nuance ravvisate all’olfatto. Un rosato convincente con cui poter giocare e da abbinare a una pluralità di pietanze.

Fosca Tortorelli

Note del Sommelier

fosca tortorelli sommelierIl nome di questo vino, prodotto con uve Aglianico e Aglianicone, deriva proprio dalla località di provenienza; ci troviamo nel comune di Sant’Angelo del Fasanella (SA). Il vino ottenuto si presenta con un colore accattivante che gioca sui toni del pompelmo rosa ed esprime giovialità solo a guardarlo.

Non appena lo portiamo al naso ci racconta una complessità di profumi che giocano tra toni fruttati di marasca e fragola e delicate nuance floreali di violetta, fa da sottofondo anche il sentore di fiori di tiglio e di erbe della macchia mediterranea. Al palato si esprime con grande raffinatezza e accompagna il sorso riconfermando le piacevoli nuance ravvisate all’olfatto. Un rosato convincente con cui poter giocare e da abbinare a una pluralità di pietanze.

Fosca Tortorelli


Scheda tecnica

  • Produttore: Tenute del Fasanella
  • Nome vino: LUPINELLE
  • Annata: 2016
  • Denominazione: IGP PAESTUM ROSATO
  • Varietà: Aglianico 82%, Aglianicone 18%
  • Località: Lupinelle
  • Estensione vigneto: 1,45 ettari
  • Altitudine: dai 425 ai 452 metri s.l.m.
  • Disposizione vigneto: esposto a sud con orientamento dei filari nord-sud
  • Suolo: profondo, su alternanze marnoso arenacee, a tessitura media in superficie, fine o moderatamente fine in profondità
  • Densità d’impianto: 5680 piante/ettaro
  • Potatura: guyot
  • Produzione: 99 Ql/Ha per l’Aglianico e 18 Ql/Ha per l’Aglianicone
  • Tipo ed epoca di vendemmia: manuale in ceste da 12 Kg, 27 e 28 Settembre
  • Vinificazione in totale assenza di solforosa: vinificazione in bianco con stabulazione a freddo del mosto per 30 giorni e poi fermentazione a temperatura controllata per 10 giorni
  • Maturazione: in acciaio su fecce fini per 6 mesi
  • Filtrazione: sterile a cartucce 0,45 µm
  • Imbottigliamento: 25 Maggio 2017
  • Affinamento: 1 mese in bottiglia
  • Resa uva/vino: 64% per l’Aglianico e 56% per l’Aglianicone
  • Bottiglie prodotte: 6371

VINO BIOLOGICO CERTIFICATO da CCPB
VINO SENZA SOLFITI AGGIUNTI

Dati analitici

  • Alcool svolto: 12,32 %vol
  • PH: 3,07
  • Acidità totale: 5,96 g/l
  • Acido malico: 0,16 g/l
  • Acido lattico: 0,97 g/l
  • Anidride solforosa totale: <10 mg/l
  • Limite legale per obbligo “contiene solfiti” in etichetta: 10 mg/l
  • Limite legale per il vino rosato secco biologico: 150 mg/l

L’eventuale presenza di precipitati è garanzia di genuinità del prodotto e non ne influenzano le caratteristiche organolettiche

Tenute del Fasanella

L’azienda inizia a vinificare nel 2008. Intanto parte la conversione al biologico poi conclusa con la vendemmia 2012, in concomitanza del vino biologico in Europa. Con la vendemmia 2010 si decise di abolire i solfiti del tutto, puntando sul potenziale del territorio conosciuto con le campagne 2008 e 2009. Così la scelta radicale per tutta la produzione aziendale. Il senza solfiti è un traguardo e una coerenza con l’insieme delle altre scelte fatte. Un punto di arrivo e non di partenza. La partenza è nelle vigne, come sempre. Soprattutto per chi non si può affidare a determinate tecnologie di cantina perché troppo costose per piccole aziende. Perché di naturale c’è l’uva, il frutto con il seme per la continuazione della specie. Tutto il resto, il vino, è un “prodotto antropologico”, che per aspetti salutari deve essere il più sano possibile e per questo con meno solfiti possibili e quindi senza nessun altro additivo, considerando anche i coadiuvanti di sintesi.

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